Storie vere di gioco d’azzardo nell’Alta Valle del Tevere
Se il gioco d’azzardo fosse una bestia che bestia sarebbe? Sarebbe un maiale, perché … sai come fa la criminalità organizzata quando vuol fare sparire qualcuno: lo fa mangiare ai maiali. Non ne rimane traccia […]
Progetto di drammaturgia di comunità a Città di Castello (PG) contro il gioco d’azzardo patologico. Dalle testimonianze dei giocatori a uno spettacolo replicabile, pensato come strumento permanente di prevenzione per il territorio.
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Il Gioco d’azzardo patologico è un fenomeno, in continua crescita, che ha effetti devastanti sul giocatore e sull’intera comunità di riferimento. Nel 2024 i dati ufficiali a livello nazionale parlano di 160 miliardi di euro bruciati nel comparto dell’azzardo fisico e on line, che sono diventati quasi 170 miliardi nel 2025.
2023 — 2024 La prima fase
Il progetto tra il 2023 e il 2024 prevedeva due azioni che, dopo una prima fase intrecciata, si svilupparono separatamente: un “processo al gioco d’azzardo” a cura di un team composto dai sociologhi Renzetti e Cippitelli e dalla giurista Ardesi e un progetto di teatro di comunità a mia conduzione.
Dopo vari incontri delle realtà del territorio sensibili o potenzialmente sensibili al GAP (Gioco d’azzardo patologico), grazie alla collaborazione del Servizio GAP di Città di Castello, di Arcat e anche delle persone incontrate, furono individuati i giocatori d’azzardo da intervistare. Realizzai le interviste ed elaborai un testo. Attraverso la chat di Teatro a KM0 del comune di Città di Castello si è diffuso l’invito aperto ad attori e attrici a partecipare volontariamente alla creazione dello spettacolo dedicato al tema. Si formò una compagnia di dieci persone, con una composizione diversificata e rappresentativa del territorio tra cui un paio di studenti, due pensionate, uno psicologo del Serd, un’educatrice, un infermiere, un attore. Alcuni di loro al debutto sul palco, vari amatori del teatro, semiprofessionisti, un professionista.
Per la musica accolsi la proposta di far suonare una rock band dal vivo “The Millers” composta da 5 adolescenti tra i 12 e i 15 anni, che potevano anche richiamare una fascia di pubblico specifica.
Il “trucco e parrucco” fu curato dalle allieve e dagli allievi della scuola professionale arti e mestieri G.O. Bufalini.
Lo spettacolo è andato in scena al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, facendo il tutto esaurito e incontrando il favore del pubblico.
2025 La seconda fase
In questa seconda fase si voleva far tesoro dell’esperienza già vissuta e aggiungere un pezzo in più che potesse chiudere il cerchio: lasciare al territorio uno strumento permanente di prevenzione e contrasto al GAP: lo spettacolo in una versione più snella, maneggevole, che fosse replicabile. Davanti al nuovo obiettivo la compagnia originaria e dopo i primi incontri la nuova compagnia si è naturalmente fissata in 4 persone, costituita da coloro che già nel gruppo precedente avevano maggiore esperienze teatrali.
Il testo teatrale precedente è stato riscritto creando un equilibrio tra le testimonianze di vita dei giocatori, che coinvolgono emotivamente lo spettatore, e le informazioni e i dati che spiegano la dipendenza da Gioco d’azzardo e il suo impatto a livello economico e sociale.
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